Pattypici

Numero undici. Storie che testimoniano la follia riprende il titolo del film horror del 1973 diretto da Freddie Francis, uscito in Italia con il titolo Delirious. Il baratro della follia.

“PerchĂš arriva il momento Michael”, e qui si chinĂČ innanzi puntandogli addosso la siringa, ” arriva il momento in cui rapacitĂ  e follia diventano preticamente indistinguibili l’una dall’altra. Si potrebbe quasi dire che diventano una e una sola cosa. E poi arriva un altro momento in cui anche tollerare la rapacitĂ , e viverci fianco a finaco, o addirittura prendersene carico, diventa una sorta di follia.”

Jonathan coe ” la famiglia winshaw”

È con queste parole che Coe ci introduce nel suo Undicesimo Romanzo, presentato come il seguito del suo capolavoro “What a Carve Up!” del 1974 – La Famiglia Winshaw –

Undici come il numero civico della casa della Pazza del Gheppio

Undici come la linea dell’autobus che percorre la cerchia esterna di Birmingham

Undici come il magazzino che custodisce scatole di ricordi e dolori

Undici come il tavolo apparecchiato dal gioco della Morte

Undici come il numero civico di Downing Street sede del Ministro delle Finanze

Undici come i piani interrati che svelano tutto l’orrore dell’animo umano.

Seguendo il filo della tela il Ragno ci intrappola nella sua ragnatela…

Alison e Rachel, due amiche diversamente equipaggiate per vivere le loro ordinarie esistenze, ci conducono per le strade di questa Inghilterra contemporanea, ricca di forti contraddizioni e disaccordi sociali.

Jonathan Coe ci presenta con sarcasmo e sagacia la complessitĂ  della vita urbana, abile nel catturare le dissonanze e a regalarci un ritratto grottesco della societĂ  inglese.

A tratti surreale, a volte realista, sempre implacabile nel portare a galla gli abissi dell’animo umano e l’inconsistenza dei rituali narcisistici dei tempi moderni.

Le vite dei Personaggi si intrecciano, si allontanano e si avvicinano, rincorrendo, con rassegnazione, una nuova opportunitĂ , un nuovo inizio. Profondamente soli, fanno i conti con la realtĂ  rimanendo aggrappati ai loro sogni.

È una Storia dissonante, generi narrativi si mescolano per evidenziare l’assoluta superficialitĂ  della societĂ  del XXI° secolo.

Sotto il mirino del sarcasmo corrosivo dello scrittore di Birmingham finiscono i Reality show, l’edilizia londinese, il giornalismo corrotto e corrosivo, i Premi internazionali ed ovviamente l’industria della carta stampata.

Il Lettore riconoscerĂ  i personaggi , divenuti iconici, della Famiglia Winshaw, che rifulgono nello spazio narrativo illuminando i soggetti che ruoteranno loro intorno; la capacitĂ  dei personaggi di Coe Ăš proprio quella naturale predisposizione a creare connessioni, dove sembra ci sia solo il vuoto.

Questa Ăš una Storia circolare ed il Lettore rischia di rimanere intrappolato… la fine lo riporta all’inizio… ma il Numero 11 Ăš palindromo… si legge da destra a sinistra o da sinistra a destra.

Ottima lettura, scorrevole ed intrigante, la penna di Coe si fa riconoscere, anche se non tocca vette altissime, consiglio di leggere prima La famiglia Winshaw

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