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Recensione ~ La Repubblica dell’Immaginazione di Azar Nafisi

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😃Buona Domenica Readers!!

📚 Oggi vi propongo una passeggiata letteraria tra le pagine di Azar Nafisi e la sua REPUBBLICA DELL’IMMAGINAZIONE .

Pattypici

🖌” la mia vera casa: una terra senza frontiere e con poche restrizioni […] gli unici requisiti per l’ingresso sono una mente aperta, un incessante desiderio di conoscere Ăš un indefinibile bisogno di fuggire dall’ordinario”.

Azar nafisi

📍 Il viaggio verso una terra libera porterĂ  la Professoressa Nafisi ad abbandonare la sua Teheran, dove la Letteratura era un’arma troppo potente per essere insegnata, se non nel suo Salotto, in segreto.

« CosĂŹ mi aggrappai all’altra terra, quella dei romanzi. I suoi cittadini vagabondi e a volte infelici mi aiutarono a mantenere la prospettiva mentre la vita di tutti i giorni prendeva sempre piĂč l’aspetto di un bruttissimo incubo.»

Azar Nafisi

📖 L’esilio negli Stati Uniti la porterĂ  ad inseguire il sogno americano attraverso i personaggi piĂč ribelli e rappresentativi della Letteratura americana.

📕 Le avventure di Huckleberry Finn di Mark Twain
si intrecciano alle parole dell’amica Farah, la ribellione di Huck diventa quella di ogni Lettore.

Quintessenza dell’individualismo, incarna l’idea di America e diventa il Personaggio simbolo della “ scelta morale che viene da un cuore intatto, da una continua messa in discussione del mondo e di sĂ© stessi… in una societĂ  che sembra concedere tutte le libertĂ  possibili e immaginabili â€œ.

📝 L’esperienze personali e quelle letterarie sono intimamente connesse: la dignitĂ  umana, la libertĂ  di pensiero, l’uguaglianza non sono solo fantasie velleitarie, ma valori universali decantati dai grandi Classici, tanto temuti dai Regimi Totalitari. 

🖌 Â« «La letteratura Ăš un antidoto, un memento sul potere della scelta individuale. Al centro di ogni romanzo c’ù una scelta compiuta da almeno uno dei protagonisti, la quale ricorda al lettore che anche lui puĂČ scegliere di essere indipendente, di opporsi alle cose che i genitori, la societĂ  o lo Stato gli dicono di fare, e seguire il debole me essenziale palpito del suo cuore».

Azar Nafisi

📘 Babbit di Lewis Sinclair

~ Premio Nobel per la Letteratura nel 1930, “per la sua arte descrittiva vigorosa e grafica e per la sua abilitĂ  nel creare, con arguzia e spirito, nuove tipologie di personaggi”, rappresenta l’apice del materialismo americano.

« Mi sembrava che Lewis avesse ritratto alla perfezione la nostra epoca vuota ma piena di oggetti; era come se i personaggi creati quasi un secolo fa ci facessero il verso Ú gongolassero perché eravamo diventati i loro veri discendenti ».

Azar nafisi

📝 L’analisi del Romanzo di  Sinclair porterĂ  Azar a ragionare sul sistema scolastico americano e sulla possibile sconfitta della potenza creativa, dovuta all’erosione tecnologica di tanti educatori utilitaristi e orientati al business, ma non ci riusciranno:

“ … perchĂ© la Poesia, come l’amore Ăš la pazzia, Ăš la parte della condizione umana, come la paura e il coraggio di essere liberi “

📙 Il cuore Ăš un cacciatore solitario di Carson McCullers Ăš un romanzo americano dove il paesaggio Ăš parte integrante dell’universo morale.

È la storia del calore urbano, dell’isolamento in cui vivono personaggi disadattati, incapaci di instaurare legami. 

Azar esamina la narrativa del sud come se fosse un genere peculiare, dove il sole brucia come il senso della sconfitta e riveste tutte le pagine scritte. 

Le vicende dell’amico Mick si dissolvono nella trama del romanzo e come tante scatole cinesi, la narrazione cancella i confini tra realtà e immaginazione, rendendo tutti Personaggi di una unica Storia.

🖋 Attraverso questi racconti, frammentati da ricordi e vicende personali, Azar Nafisi prende possesso della sua Cittadinanza americana e traccia nuovi percorsi, alla continua ricerca di una IdentitĂ  che sia degna di essere definita universale. 

Racconta se stessa attraverso le sue letture e descrive la quotidianitĂ  attraverso la letteratura. 

La sua missione Ăš quella di ogni Lettore, trasmettere le storie, per ritrovare le basi del nostro umanesimo, che non ha confini, nĂ© censure. 

🖌 â€œ tanti, nel corso dei secoli, hanno incontrato nei libri la determinazione e la passione, e ne hanno tratto forza – in breve, hanno incontrato la capacitĂ  di accettare la vita o il desiderio di cambiarla “

La repubblica dell’immagi nazionE

🖋 A primo impatto questo libro Ăš ostile, distante, la Repubblica dell’immaginazione sembra un piccolo Principato monarchico.

La sensazione che Azar parli con se stessa e con i propri trascorsi, cercandone un senso, Ăš fortissima! 

Ma “ ogni buon lettore Ăš un rilettore” dice Nabokov e la prospettiva cambia nel momento in cui lasciamo sedimentare le parole e ne osserviamo i contorni da piĂč lontano. 

Nafisi riesce a dare corpo e anima ad ogni Personaggio, riesce a vivere la Fantasia in modo concreto, regalandoci una Casa vera, un luogo dove i Sogni ci danno la forza per cambiare la RealtĂ ! 

LA REPUBBLICA DELL’IMMAGINAZIONE 

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Leggere Lolita a Teheran – Gatsby baluardo dei sogni disattesi

la veritĂ  Ăš uno specchio caduto dalle mani di Dio e andato in frantumi: ogni pezzo restituisce, a chi lo tiene, una parte della veritĂ 

mistico iraniano- RumĂŹ

Con Nafisi ci siamo trovati a respirare l’aria secca e calda di Teheran, ci siamo messe a forza un velo, per nascondere i pensieri e abbiamo urlato di rabbia e pianto d’impotenza.

Ma facciamo un passo indietro e guardiamoci intorno…

Teheran Ăš la Capitale dell’Iran, un Paese grande cinque volte e mezza l’Italia. Al centro di tante vie carovaniere: la via della seta, la via delle spezie, la via delle pietre preziose. Vie solcate da mercanti, intellettuali, artisti, uomini di fede.

Tremila anni di storia hanno raffinato l’anima del popolo.

L’Iran Ăš un Paese complesso, profondamente orientale, un Paese senza tempo il cui nome richiama giardini rigogliosi e solitudini desertiche, ma al tempo stesso molto piĂč Occidentale degli Stati a lui vicini.

Ai tempi dello SciĂ  Reza Phlavi, “monarca illuminato“, come aveva l’abitudine di presentarsi, le donne ottennero il diritto di voto, la possibilitĂ  di camminare per la strada senza velo, il diritto al divorzio…ma ogni totalitarismo ha un rovescio della medaglia…

E l’Iran nel 1979 cede il posto ad un altro tipo di totalitarismo, quello che si veste di ideologia religiosa e porta in dono un Dogma, dietro al quale trovare rifugio.

Tra le pieghe di questa Rivoluzione, troviamo loro, le Donne dell’Iran, sguardi sfuggenti nella polvere del deserto, anime forti che pretendono la luce.

Per la legge della Repubblica islamica dell’Iran, valgono la metĂ  di un uomo.

Farian Sabahi, editorialista per il Corriere della sera, racconta l’Islam tra le pagine culturali del Sole24Ore e scrive un racconto, “Noi donne di Teheran”, molto femminile, per un Paese troppo maschile.

Farian ci parla del coraggio, dell’orgoglio, delle conquiste delle donne di Teheran e con naturale immediatezza ed ironia, ci svela il significato di ogni loro gesto.

Donne abituate a studiare (giĂ  nel 1937 erano ammesse all’universitĂ ), a protestare e lottare per la loro dignitĂ  e libertĂ .

I problemi di tutti i giorni vanno aggirati; i bambini maschi non si possono portare in piscina, il velo deve essere indossato, lo sci si pratica solo se accompagnate da un famigliare, la mano non puĂČ stringere quella di un uomo se non Ăš il marito, ma non importa…la pazienza darĂ  i suoi frutti.

A questo si sono dovute abituare le figlie, le mamme, le nonne che con lo SciĂ  potevano uscire senza velo e mettere i pantaloncini e le minigonne!

https://www.vanillamagazine.it/15-fotografie-mostrano-la-moda-delle-donne-iraniane-prima-della-rivoluzione-del-79/

Lo spirito combattivo e tenace soffia prepotente tra i veli delle iraniane. Robabeh Marashi Ăš una delle prime insegnanti, nel 1891 insegna alle bambine, nella sua abitazione…. vi ricorda qualcuno?

Nafisi ed un futuro che si allontana

Questo Ăš il mondo in cui si muove Nafisi, questa la cittĂ  dove ha protestato assieme a migliaia di giovani universitari, per queste strade camminano le ragazze del corso ribelle di Azar, qui ed ora ci troviamo noi lettrici coinvolte ed appassionate, del gruppo #ateheranconnafisi


In questo secondo Capitolo di Leggere Lolita a Teheran, l’Autrice ci catapulta, facendoci trattenere il respiro, negli anni Settanta, quando tutto il mondo da lei conosciuto, decise di sgretolarsi fra le dita.

Ci aspettavamo il salotto delle libertĂ  e dei colori, invece ci troviamo in quegli anni ..in cui ci sentivamo tutti rivoluzionari – studenti iraniani, come quelli americani ed europei.

Negli Stati Uniti i nostri «Morte a questo» o «Morte a quello» erano simbolici, quasi astratti, e li ripetevamo con tanta piĂč virulenza quanto piĂč sapevamo che tali sarebbero rimasti. Nella Teheran del 1979, invece, quegli stessi slogan si trasformavano in realtĂ  con macabra, spietata precisione.

azar nafisi

La Rivoluzione Islamica ha cominciato a demolire le fondamenta di un popolo antico e sapiente, ma assolutamente impreparato alla cecitĂ  di un Regime totalitario religioso.

Accenni di una Storia mai conclusa da un Articolo di Internazionale del 13 Febbraio 2019

Nei mesi successivi alla rivoluzione, Khomeini e i suoi sostenitori piĂč agguerriti, soprannominati “barbuti”, presero decisioni che spinsero il paese su una strada terribile. Oggi l’Iran Ăš meno religioso di quanto i mullah vorrebbero, meno prospero di quanto dovrebbe e meno collegato al mondo della maggior parte dei paesi.

La popolazione ha perso da tempo il suo zelo rivoluzionario. Si calcola che piĂč di 150mila iraniani istruiti lascino il paese ogni anno, una delle fughe di cervelli piĂč consistente di tutto il mondo. I giovani iraniani frequentano le moschee meno assiduamente di quanto facessero i loro genitori. “Le persone ridono delle assurditĂ  che gli dicono i mullah”, spiega Darioush Bayandor, un ex diplomatico iraniano.

Eppure il regime si comporta come se la rivoluzione ci fosse stata ieri. L’apparato giudiziario ha di recente proibito le passeggiate in pubblico con i propri cani (l’islam considera i cani impuri). Questo mese Khamenei si ù scagliato contro le donne che non indossano il loro hijab. “Questo sintetizza l’essenza del governo islamico in Iran: dei religiosi settantenni dogmatici che impongono la loro visione obsoleta delle cose a una società giovane e diversificata”, scrive Karim Sadjadpour.https://www.internazionale.it/notizie/2019/02/13/iran-quarant-anni-rivoluzione

Unica arma di difesa Ăš la Saggezza, derivata dall’Arte in tutte le sue forme. La Letteratura della Professoressa Nafisi Ăš tagliente come una spada e lei combatterĂ  fino all’ultima pagina.

Solo attraverso la Letteratura ci si puĂČ mettere nei panni di qualcun altro, comprenderlo negli aspetti piĂč reconditi e contraddittorii del suo carattere ed evitare cosĂŹ di emettere condanne troppo severe.Al di fuori della sfera letteraria, di ogni persona si riesce a cogliere soltanto la superficie. Ma se si arriva a capire davvero qualcuno, a conoscerlo, non Ăš facile mandarlo al patibolo…Se avessimo imparato questa lezione, oggi le cose da noi andrebbero molto meglio

leggere Lolita a teheran

Contro la Censura strisciante e minacciosa, che chiude le librerie ed incendia le sale cinematografiche, Nafisi, donna istruita e occidentalizzata, difende la libertĂ  di pensiero mettendo il libro di F.S.Fitzgerald “Il Grande Gatsby”, sul banco degli imputati.

L’Accusa

Gatsby incarna il materialismo estremo, mette a nudo l’immoralitĂ  e la decadenza della societĂ  americana! Sfasciafamiglie! Peccatore menzognero e traditore. Al Bando!

La Difesa

…La libertĂ  di stile dell’autore Ăš quasi garanzia della sua purezza morale. … PuĂČ dirsi morale tuttavia, quando ci scuote dal nostro torpore e ci costringe ad affrontare i valori assoluti in cui diciamo di credere…Gatsby ha colpito nel segno.

Questo, libro condanna le classi piĂč abbienti, come uno qualsiasi dei libri rivoluzionari. Il Sogno che incarnano Ăš un sogno svilito, che distrugge chiunque tenti di avvicinarsi.

L’Imputato

Il Grande Gatsby Ăš uno splendido romanzo che ci insegna ad inseguire i nostri sogni, ma anche a diffidarne, Ăš Democratico, nel senso che riesce a dare voce a tutti i personaggi ed a mostrarci la complessitĂ  degli individui. È un Sognatore tragico che crede in un’llusione romantica.

Le nostre impressioni….tra rabbia ed impotenza

Io ripenso a me stessa all’universitĂ  e alla gioia infinita che ho provato nello studiare. Questa gioia Fede la trasmette con parole piene d’emozione.

Non riesco davvero a capacitarmi di come si possono arrivare a censurare i romanzi perchĂ© considerati scandalosi se parlano di una realtĂ  diversa dalla propria. Come se il semplice fatto di non leggere, non dire, non conoscere certe cose salvi l’anima e se invece si conoscono si Ăš dannati a vita.

Interessante e riflessivo il punto di vista di Vittoria.

Il tema dei desideri torna, piĂč forte in questo capitolo. Era giĂ  stato accennato nel capitolo su Lolita, avevo giĂ  avuto l’impressione che molto di questo libro ruotasse intorno a questo desiderio di rivoluzione andato in frantumi, l’idea di dover essere cauti con quel che si desidera perchĂ© coinvolge necessariamente anche gli altri e i loro desideri; nel primo capitolo si chiedeva se sarebbe riuscita a distinguere quel che voleva da ciĂČ che Ăš giusto e la risposta forse Ăš negativa: quel desiderio di rivoluzione per cui era scesa in piazza non era piĂč giusto del desiderio di Gatsby di riportare a sĂ© Daisy, riportare indietro il tempo per ricominciare daccapo perchĂ© coinvolgeva inevitabilmente altre persone e i loro desideri.

Quel che piĂč mi turba Ăš come tutte le religioni siano usate come strumento che dĂ  diritto a far tutto ciĂČ che si vuole. Se Ăš in nome di Dio allora Ăš sicuramente giusto. Purtroppo lo sconcerto di Alessia si puĂČ constatare aprendo i giornali…

… Sono continue stilettate al cuore. Lei amava Teheran, non vedeva l’ora di tornarci, invece il suo sogno (di rivivere il passato) si sgretola come quello di Gatsby. Ma al tempo stesso l’amore profondo per la Letteratura ci porta oltre tutto questo schifo e ci dona poesia, e ancora una volta, ritrasmette l’amore. Adoro Azar. Valentina

L’idea di combattere per un ideale e realizzare tardi che quel ideale si Ăš trasformato in un incubo  mi ha fatto riflettere parecchio anche alla luce di tanti fatti odierni. Mi sconvolge il pensiero che le migliori intenzioni possano poi trasformarsi cosĂŹ.  “Che dobbiamo farne di tutti i cadaveri di cui siamo responsabili? ” Straziante la  considerazione finale di Azir. La chiosa finale di Monica, commovente e significativa.

Difficile, sconvolgente e travolgente… quello che abbiamo letto non Ăš solo un Capitolo su un libro stampato, non sono voli pindarici su fogli di carta, ma Ăš un Cammino che noi Lettrici, assieme a Nafisi, stiamo affrontando; per capovolgere le nostre certezze ed imparare dai Sogni disattesi.

Il viaggio continua con Nafisi, Henry James ed il gruppo #ateheranconnafisi

Il Grande Gatsby tra illusione e realtĂ 

«ogni volta che ti senti di criticare qualcuno»mi disse,«ricorda solo che non tutti a questo mondo hanno avuto i vantaggi che hai avuto tu»

il grande gatsby- Francis scott fitzgeral

Non giudicatemi, non fermatevi a guardare le luci sfavillanti delle mie feste, ascoltate la musica che suona sotto le note del Sax, ubriacatevi di risate ed illusioni, ma poi tornate sobri e osservate con me la luce verde, mia unica ragione di vita…..

La storia di Jay Gatsby, personaggio dal fascino malinconico, incarnazione del Sogno americano Ăš stata al centro della lettura condivisa, questa settimana, con le lettrici di #ateheranconnafisi.

F.S.Fitzgerald – (1896-1940) – proviene da una famiglia poco agiata, padre povero gentiluomo del sud, madre irlandese e cattolica. Il seme di rivalsa sociale ed economica trova qui le sue basi e le sue ragioni emotive.

P Il Grande Gatsby Ăš la sua opera matura, capace di rappresentare emozioni e motivazioni delle classi piĂč agiate degli anni Venti e di portare alla luce l’implicita distruttivitĂ .

Correlazioni

Il nostro F.S.Fitzgerald si arruola nell’esercito, come Gatsby, e sposa la sua “ragazza dorata“, Zelda, solo nel momento in cui raggiunge fama e ricchezza.

Zelda Ăš la musa ispiratrice, prototipo di tutte le ragazze che vivevano nel palazzo bianco, che profumavano di orchidee e champagne, le cui voci tintinnavano di monete, figlie del re…come Daisy, evanescente oggetto dei desideri piĂč romantici di Gatsby.

Daisy Ăš la ragione per cui Gatsby, divenuto ricco grazie al contrabbando, ha deciso di vivere nel West Egg, lingua di terra a pochi chilometri dalla sfavillante New York, esattamente di fronte a East Egg, dove una piccola luce verde illumina il molo, approdo di quella compassata nobiltĂ  di campagna, tanto snob, quanto vile.

La grande capacitĂ  di F.S.Fitzgerald Ăš l’impronta evocativa che riveste ogni particolare della narrazione, ogni oggetto si veste di un significato simbolico…. e quella piccola luce, verde come i soldi e i sogni sbagliati, come dice Vittoria, Ăš Poesia in un mondo di corrotti.


Gatsby credeva nella luce verde, l’orgasmico futuro che anno dopo anno recede davanti a noi. Ci Ăš sfuggito allora, ma non importa: domani correremo piĂč veloce, allungheremo di piĂč le nostre braccia… E un bel mattino…

il grande gatsby- Francis S. Fitzgerald

Impressioni…

Valentina: “Io ho amato la metafora sulla luce verde del sogno americano 😍 mi ha rivelato quello che era il vero messaggio del libro e mi ha sconvolta e al tempo stesso conquistata. Lo trovo romantico anche se parla di disillusione”

Il sogno si Ăš rivelato vuoto, chiuso in un passato che non ha saputo confrontarsi con la realtĂ  , per Monica, il sogno americano, incarnato dalla luce verde, si Ăš sgretolato e ridotto in polvere….

Per Alessia la speranza non ci deve mai abbandonare, ma Gatsby si Ăš reso conto che il colossale significato di quella luce verde era svanito per sempre

Daisy vive nel suo castello dorato insieme al marito Tom, che Fede , come la maggioranza del GdL, detesta; adultero, vile ed arrogante rappresenta la bassezza di quegli anni, dove tutto era un passo al di lĂ  della ragione e la vita aveva lo scintillio di un’illusoria festa eterna.

” Erano persone sconsiderate, Tom e Daisy: fracassavano cose ed esseri umani e poi si ritraevano nel loro denaro o nella vastitĂ  della loro sconsideratezza, o qualunque cosa fosse a tenerli insieme, e lasciavano che fossero altria ripulire il sudiciume che avevano fatto…

Rita, il nostro segugio letterario: “ciĂČ che mi ha colpito di piĂč Ăš la pochezza di valori che ne risulta. Mi sembra che ciĂČ che abbia sempre contato siano i soldi e il potere”. La disillusione Ăš palpabile...Gatsby Ăš fermo nel passato, Jordan delude e Nick scrolla le spalle.

Gilda: “non ho odiato i personaggi, anzi li ho compresi. Non ho odiato il razzismo e il maschilismo di Tom. Non ho odiato la solitudine di Gatsby. Non ho odiato la vigliaccheria di Daisy. Nessuno Ăš meglio dell’altro, perchĂ© sono tutti frutto di una societĂ  avara di sentimenti e di valori e materialista”.

Quando il romanticismo prevale…..

Io ho amato Gatsby, la sua illusione, la sua solitudine assordante e il suo atto estremo di generositĂ , espiazione per un sogno mal riposto….

Come James e Conrad, Francis S. Fitzgerald affida la narrazione ad uno spettatore, Nick, che evoca il magico e drammatico percorso del mito americano. Testimone empatico, ci racconta l’umanitĂ  e la visione romantica di Gatsby che :

deve aver avuto la sensazione di aver perduto il calore del mondo di una volta, di aver pagato un prezzo alto per aver vissuto tanto a lungo con un unico sogno.

il grande gatsby

Con l’illusione di avervi trasmesso uno sprazzo d’incanto e di aver colorato in modo soddisfacente le voci delle mie amiche lettrici, vi aspetto la prossima settimana, con tutte le riflessioni e le illuminazioni che ci darĂ  Azar Nafisi, nel capitolo dedicato proprio a Gatsby.

Leggere Lolita a Teheran di Azar Nafisi

Nell’autunno del 1995, dopo aver dato le dimissioni dal mio ultimo incarico accademico, decisi di farmi un regalo e realizzare un sogno. Chiesi alle sette migliori studentesse che avevo di venire a casa mia il giovedĂŹ mattina per parlare di letteratura.

Azar Nafisi

Entriamo in punta di piedi nel salottino di Azar e sediamoci anche noi sul divano, dove prendono posto le nostre amiche lettrici, vestiamoci di colori e libertĂ , per assaporare le Pagine che verranno…

Il caso vuole, che per la nostra prima discussione, il gruppo #ateheranconnafisi sia composto proprio di 8 Lettrici!

Vittoria , Valentina,Alessia,Fede,Monica,Rita,Gilda ed Io

Come incantate rimaniamo a guardare queste ragazze, che giorno dopo giorno cominciano a prendere confidenza con la propria identitĂ  e ad assaporare timidamente quella piccola oasi di felicitĂ .

La prima immagine che abbiamo di loro e che rimane impressa a tutto il gruppo, Ăš vedere che sotto il Chador hanno un mondo di colori!

La Repubblica islamica ha involgarito i miei gusti in fatto di colori… Ho solo voglia di colori sfacciati, come il fucsia ed il rosso pomodoro. Sono troppo affamata di colori per vederli come un’espressione poetica, da scegliere con cura” queste sono le parole di Manna, la poetessa.

Questo tratto cosi saliente delle donne iraniane, ha fatto riflettere ognuna di noi, in particolar modo ci siamo stupite di aver notato che molte donne islamiche che incontriamo per le nostre strade, vestono con tinte particolarmente forti, per i nostri gusti occidentali, molto piĂč annacquati!

Leggere insieme significa anche condividere le nostre esperienze ed arricchirci cercando di comprendere gli altri.

Assieme a Nafisi e le sue allieve leggeremo i testi che verranno presi in esame durante le sue lezioni.

Il nostro Programma segue queste tappe:

  • il 6 Maggio nella nostra prima riunione virtuale abbiamo letto e discusso il 1° capitolo di “Leggere Lolita a Teheran”. Tutte noi avevamo letto di recente “Lolita” di Vladimir Nabokov e le nostre opinioni sul testo si sono ampiamente arricchite grazie alla lezione di Nafisi.
  • il prossimo 13 Maggio leggeremo parte del Grande Gatsby di Fitzgerald condividendo le varie impressioni.
  • il 20 Maggio finiremo la lettura del Grande Gatsby e tireremo le somme di questo testo.
  • il 27 Maggio leggeremo e discuteremo poi il 2° Capitolo -Gatsby- di “Leggere Lolita a Teheran”
  • il 3 Giugno inizieremo a leggere ” Daisy Miller ” di Henry James
  • il 10 Giugno finiremo e discuteremo ” Daisy Miller ” di James
  • il 17 Giugno ci aspetta il 3°Capitolo – James – di “Leggere Lolita a Teheran” con le varie considerazioni di Nafisi.
  • il 24 Giugno finiremo il libro di Nafisi con la lettura dell’ultimo Capitolo – Austen – e so giĂ  che ci lascerĂ  con un grande vuoto…che colmeremo con nuove proposte di lettura..;)

Il tema del Seminario di Azar era il rapporto tra realtĂ  e finzione letteraria.

Inizia la Lezione… e ci troviamo a Nabokovlandia.

Le opere che Azar prende in considerazione hanno una caratteristica in comune: sono tutte storie di oppressi, perseguitati, vittime di Persecutori in grado di annientare la loro identitĂ .

Cincinnatus C. Ú un condannato a morte, colpevole di «turpitudine gnostica», in Invito a una decapitazione .

Nabokov ci rende spettatori di una tortura annichilente e continuativa, che costringe il Protagonista a ricreare un mondo parallelo, fatto di parole magiche, che aiutano il nostro eroe involontario, a non conformarsi con le regole del Regime totalitario.

Ma la vera eroina che incarna la denuncia dell’essenza stessa di ogni totalitarismo Ăš Lolita.

La potenza verbale, la forza narrativa, la scintillante alterigia di Humbert Humbert, Ăš un inno alla rivolta, all’affermazione della vita contro la sua stessa precarietĂ !

La perfezione e la bellezza del linguaggio si ribella alla mediocritĂ  e alla squallore di ciĂČ che descrivono.

Azar Nafisi

Torniamo per un istante nel salottino letterario di casa Nafisi, dove sette ragazze iraniane leggono Lolita, libro proibito dal Regime.

La Rivoluzione islamica del 1979 ha sconvolto gli assetti monarchici, dall’impronta occidentale, che aveva il Paese, per instaurare un Regime, poco incline alle concessioni, ispirato dalla legge coranica.

In questa atmosfera repressiva, dominata dal silenzio della paura, dove le donne, obbligate ad indossare il Chador e a camminare per le strade a testa bassa, dove la musica, i film, i libri passano sotto il vaglio di un cieco censore; le nostre studentesse seguono le vicende di Lolita e Cincinnatus, trasposizioni letterari delle loro angosce.

La letteratura diventa per loro una necessitĂ , unica via per assaporare quella felicitĂ  a loro negata. Quella felicitĂ  che altro non Ăš che Disperazione capovolta,
come la definisce Pietro Citati.

La letteratura trova la sua gioia chissa dove, in zone cosi profonde e segrete, che la realtĂ  non riesce a penetrare.

Pietro Citati in la felicitĂ  di nabokov

La lezione su Nabokov di Nafisi Ăš commovente e coinvolgente, inframmezzata dai ricordi spezzati delle ragazze, dalla stima strabordante che Azar ha nei confronti di Nabokov, dal parallelismo naturale che viene a galla, nei silenzi e nei gesti, tra vittime vere e vittime di fantasia.

Il nostro gruppo si Ăš ritrovato coeso nello strazio che le parole di queste ragazze hanno suscitato in noi, increduliti di fronte a tali comportamenti oppressivi, in grado di annullare l’individualitĂ  in nome di una cieca ideologia.

Valentina che ha finito il capitolo su Lolita in una sorta di gioiosa malinconia: «Personalmente, mentre leggevo, mi sembrava di leggere un distopico in stile 1984, ma al tempo stesso la consapevolezza che quanto descritto fosse reale, mi ha fatto esclamare ad alta voce quanto tutto questo fosse assurdo ed ingiusto».

La discussione del gruppo ha toccato vari temi portati alla luce da Nafisi, che ci affascinato e coinvolto. Professoressa illuminata ed appassionata, ci ha fatto apprezzare ancora di piu la lettura dei testi di Nabokov e ci ha portato a riflettere sull’equilibrio precario tra realtĂ  e fantasia.

“Azar riesce a dar voce ad alcuni miei pensieri, che non riuscivo a formulare” dice Monica, ” Il lavoro critico che fa Ăš interessantissimo… vorrei una Professoressa cosi!”

” Vivere in un regime totalitarista non deve essere semplice. Le continue contraddizioni di una repressione culturale devono essere talmente ingiuste da creare proprio quegli incubi che ha Azar” afferma Rita

La risposta ad Azar Nafisi, sullo stretto rapporto tra Quotidiano ed Immaginazione, la sintetizza la risposta di Vitto!” …nell’arte non cerchiamo la veritĂ , ma epifanie della veritĂ , ovvero quelle finzioni letterarie che mettono in moto qualcosa in noi che ci sembra famigliare”.

Fede ci ricorda con passione da lettrice ” …ogni lettore quando legge legge se stesso, questo Ăš uno degli aspetti meravigliosi dei libri, riescono ad adattarsi a tutti, indipendentemente dalla razza, dall’etĂ  o dal paese di provenienza…”

Infine tutte concordi con Gilda: ” …il livello di coinvolgimento provato in questa parte di Nafisi non lo provavo da un po’”

Sperando di aver dato il giusto Colore alle voci di tutte le Lettrici coinvolte, aspetto con gioia il prossimo appuntamento!

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